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La carta di Atene

Un manifesto dell’urbanistica modernista

La pianificazione urbanistica modernista si differenzia dalle forme precedenti in quanto include tutti i residenti nelle sue considerazioni. Nel corso della storia, gli urbanisti hanno cercato principalmente di creare un'immagine ideale di bellezza e ordine escludendo i poveri dai loro piani.

La rivoluzione industriale ha portato a una migrazione di massa verso città che non erano preparate ad accoglierla. Ciò ha provocato un sovraffollamento e condizioni di vita disastrose.

Londra è stata la prima città nella storia moderna a superare il milione di abitanti, la maggior parte dei quali viveva in povertà. In queste nuove condizioni industriali, che hanno innescato importanti cambiamenti sociali, alcuni pensatori hanno iniziato a considerare la povertà come un problema sociale e politico che poteva essere eliminato. Di conseguenza, credevano che le condizioni di vita potessero essere migliorate per tutti, non solo per pochi privilegiati.

Il modernismo fu il primo periodo in cui gli architetti iniziarono a progettare edifici per le masse piuttosto che per l'élite. L'urbanistica non era più solo una questione di scienza ed estetica, ma assumeva anche un'importante dimensione morale e quindi politica. Verso la fine del XIX secolo cominciarono ad emergere idee per alleviare la pressione urbana costruendo città più piccole al di fuori dei grandi centri.

L'esempio più noto è il concetto di città giardino di Ebenezer Howard, caratterizzato da case più piccole in un ambiente verde. Tuttavia, piuttosto che influenzare la pianificazione delle nuove città, questa idea ebbe un impatto maggiore sullo sviluppo dei sobborghi successivi.

Il modello di pianificazione urbana più influente del XX secolo fu senza dubbio quello modernista presentato nella Carta di Atene. Fu il risultato del IV Congresso Internazionale di Architettura Moderna (CIAM), tenutosi nel 1933, e fu pubblicato in forma anonima come manifesto nel 1943 da Charles-Édouard Jeanneret-Gris (1887-1965), meglio conosciuto come Le Corbusier, uno dei principali architetti e urbanisti del suo tempo.

La Carta di Atene stabiliva i principi fondamentali per migliorare le condizioni di vita nella società industriale emergente: le abitazioni dovevano avere una cucina, un bagno e un accesso diretto agli spazi verdi. Le aree edificate non dovevano occupare più del 15% dello spazio totale e si incoraggiava la costruzione di grattacieli per lasciare più spazio al verde.

Il traffico doveva essere separato dai pedoni per rendere la vita urbana più sicura e piacevole. Anche la costruzione di strutture di uso quotidiano, come fabbriche, scuole, asili, centri culturali, parchi giochi e palazzetti dello sport, era considerata fondamentale.

Il tessuto urbano doveva essere organizzato secondo il principio della zonizzazione, ovvero la separazione spaziale e funzionale delle aree urbane. Le zone residenziali, amministrative, educative, culturali, commerciali e industriali dovevano essere chiaramente delimitate. L'urbanistica modernista separò ciò che in precedenza era intrecciato, assegnando a ciascuna zona un'area propria.

Le idee della Carta di Atene si diffusero su entrambi i lati della cortina di ferro (e oltre), compresa Nova Gorica.

Avtor: Blaž Kosovel

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