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Il Goriziano: una geografia di transizione

Il territorio della nuova città

Gorizia/Il Goriziano, la regione delle due Gorizie, è ricca di transizioni, contrasti e confini. È una transizione in tutti i sensi: geografica, climatica, culturale e linguistica. La regione del Goriziano si estende dalla vetta più alta della Slovenia, il Triglav (2.864 m), al Golfo di Trieste, ovvero dalle Alpi al Mar Mediterraneo. Le Alpi Giulie sono l'estremità sud-orientale della catena montuosa più alta dell'Unione Europea, che si estende fino alla Costa Azzurra. Il Triglav è diventato un simbolo così importante della Slovenia da essere raffigurato anche nello stemma nazionale. Il fiume Isonzo nasce vicino al Triglav e scorre attraverso una stretta valle che, nei pressi di Gorizia, si apre nella pianura e poi nel mare Adriatico. Oggi la valle dell'Isonzoè una delle destinazioni turistiche più attraenti della Slovenia. Il Golfo di Trieste è la parte più settentrionale del Mare Adriatico e quindi dell'intero Mediterraneo. Prende il nome da Trieste, porto conosciuto fin dall'epoca romana, che fiorì nel XVIII secolo, quando l'imperatrice austriaca Maria Teresa (1717-1780, regnò dal 1740) lo designò come porto principale dell'impero.

Le Alpi Dinariche iniziano nella regione del Goriziano e proseguono il loro percorso calcareo attraverso la penisola balcanica, attraverso la Croazia e la Bosnia fino alla Grecia. Appena sopra la città si ergono le colline di Sabotin, Sveta Gora (Skalnica) e San Gabriele, che fanno da sfondo agli altopiani di Tarnova e della Bainsizza. Segue l'altopiano del Nanos e l'altopiano carsico inizia sul lato meridionale della valle. Questo è il Carso con la "C" maiuscola, che ha dato il nome a tutti i fenomeni carsici del mondo e ha introdotto la terminologia scientifica internazionale di "vrtača", "polje" e "dolina". Ci sono più di 12.000 grotte nelle Dinaridi slovene, tra cui la più famosa Grotta di Postumia (l'unica al mondo con un trenino turistico) e le Grotte di Škocjan (nel patrimonio mondiale dell'UNESCO).

La cresta del Nanos si erge sopra la sorgente del fiume Vipacco. Si tratta di un importante spartiacque che separa i bacini di due grandi mari. I fiumi sul lato occidentale, quello del Goriziano, scorrono verso il Mare Adriatico, mentre quelli a est del Nanos scorrono verso il Mar Nero, prima nella Sava, poi nel Danubio e solo allora attraverso lo stretto del Bosforo nel Mediterraneo.

Questo spartiacque naturale coincide spesso con il confine storico tra il Goriziano e Kranjska/Carniola, due regioni che per secoli hanno fatto parte della monarchia asburgica. Dopo la prima guerra mondiale, il cosiddetto confine di Rapallo tra il Regno d'Italia e il Regno di Jugoslavia passava proprio da qui.

L'influenza del clima mediterraneo si fa sentire lungo il fiume Isonzo fino alla sua sorgente a Trenta. Ma subito dopo il passo Vršič inizia un mondo completamente diverso: quello del clima continentale.

A ovest, la pianura friulana prosegue nella pianura padana che si estende attraverso l'Italia settentrionale fino a incontrare nuovamente le Alpi vicino a Torino. A est questa grande pianura termina con la valle del Vipacco che inizia con la sorgente del fiume Vipacco. Questa è anche una delle tre zone vitivinico le della regione. La seconda è il Carso e la terza è il Collio Goriziano, una zona collinare più piccola divisa tra Italia e Slovenia, come del resto l'intera regione. Questi confini geografici segnano anche, più o meno, i confini delle lingue, dei gruppi etnici e delle nazioni. È qui che si incontrano il mondo slavo e quello latino, con influenze germaniche presenti a nord, formando una confluenza unica di tre sfere culturali.

Avtor: Blaž Kosovel

Kraj: il Goriziano

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