Stazione ferroviaria di Nova Gorica
La stazione ferroviaria poco dopo la delimitazione del confine nel 1947 ©Cartolina conservata presso l'
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il filo spinato corre lungo il nuovo confine tra Italia e Jugoslavia. PANG 0667 Nova Gorica: železniška postaja, meja [razglednica] ©Archivio regionale in Nova Gorica (Pokrajinski arhiv v Novi Gorici).
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La stazione ferroviaria è l’edificio pubblico più antico della città. Fu costruita insieme alla ferrovia del Bohinj tra il 1903 e il 1906. Dal 1947 si trova proprio accanto al confine con l’Italia, nelle immediate vicinanze dell’attuale Piazza Europa.
L’edificio della stazione fu costruito nel 1906, anno in cui fu aperta anche la linea del Bohinj. Il progetto fu realizzato dall’architetto viennese Robert Seelig, che progettò anche la sua stazione terminale a Sant’Andrea a Trieste. L’inaugurazione solenne della linea ebbe luogo il 19 luglio 1906. Il nome previsto per la stazione era Görz/Gorizia/Gorica Staatsbahnhof. Tuttavia, a causa delle pressioni della minoranza italiana, la situazione si complicò e il nome sloveno fu eliminato.
Per questo motivo, poco prima dell’inaugurazione della linea furono annunciati numerosi protesti pubblici. La situazione delicata fu risolta facendo sì che nel giorno dell’inaugurazione l’edificio della stazione fosse privo di qualsiasi iscrizione (Fonte online 1). Alla cerimonia partecipò personalmente l’erede al trono, l’arciduca Francesco Ferdinando (1863–1914). La stazione era conosciuta come stazione statale di Gorizia, e successivamente anche come stazione settentrionale o stazione di Sveta Gora.
L’edificio, conservatosi fino ad oggi quasi nella sua forma originaria, è costruito in stile storicista con ricche decorazioni secessioniste, particolarmente evidenti sulla facciata occidentale e nei dettagli degli interni. Inoltre occupa uno spazio piuttosto ampio tra le due città. In passato da qui veniva gestito un traffico ferroviario molto intenso: su questa linea potenti locomotive a vapore trainavano 70 convogli ferroviari al giorno.
Treni diretti veloci collegavano la stazione con Praga, Vienna, Monaco, Ostenda e Trieste. Le locomotive venivano mantenute e preparate per il viaggio nella imponente rimessa semicircolare per locomotive sul lato orientale della stazione, dove sono ancora conservati la torre dell’acqua e il caricatore di carbone. L’intera linea da Praga attraverso Linz e Villach fino a Trieste, conosciuta anche come Neue Alpenbahnen o Transalpina, è lunga 717 km ed è considerata una delle più belle linee ferroviarie d’Europa (Fonte online 2). Oggi da qui partono solo alcuni treni locali per Sežana, Jesenice e Lubiana.
Nel 1974 la trazione a vapore fu sostituita da quella diesel, anche se occasionalmente circola ancora una locomotiva a vapore trainando un treno museale. Una locomotiva costruita a Napoli nel 1922, che un tempo viaggiava da Trieste a Podbrdo, contrassegnata con il numero di serie JŽ 118-005, decora il piazzale sul lato nord della stazione. Accanto ad essa si trova un blocco di pietra con un pezzo della ringhiera del ponte ferroviario di Solkan, che durante il bombardamento alleato del 15 marzo 1945 cadde nel fiume (Fonte online 2).
Durante la Prima guerra mondiale la stazione fu gravemente danneggiata. Non fu risparmiata neppure durante la Seconda guerra mondiale, quando gli aerei alleati, per impedire l’uso della linea al nemico, distrussero il 70% delle strutture e degli impianti della stazione. Fu distrutta anche la rimessa per locomotive che si trovava sull’attuale via Prvomajska, di fronte all’edificio ferroviario semicircolare. Dopo la guerra la stazione passò alla Jugoslavia e fu separata da Gorizia. Si trovò così nelle immediate vicinanze del nuovo confine, dove i movimenti erano limitati.
Il 30 aprile 2004 davanti alla stazione di Nova Gorica si svolse la cerimonia principale per l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea. La stazione costituì la scenografia storica di questo importante evento europeo, quando la piazza comune fu simbolicamente consegnata alle due Gorizie.
La stazione e l’area circostante sono state completamente rinnovate secondo i progetti dello studio Sadar+Vuga per l’apertura della Capitale europea della cultura il 8 febbraio 2025. Durante i lavori è stato ridotto il numero dei binari ed è stato costruito un sottopassaggio sotto la linea ferroviaria.
Avtor: Jasna Fakin Bajec