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Potok koren - vrtovi

Nova Gorica iniziò a svilupparsi sull’ex palude lungo il torrente Koren (in dialetto Korn). Inizialmente la palude fu prosciugata approfondendo il corso del torrente, «perché prima era solo un ruscello», ci hanno raccontato i primi abitanti. «Poi hanno iniziato a costruire i primi blocchi» (TZ, novembre 2022). A causa della lenta costruzione e dello sviluppo graduale, negli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo Nova Gorica rappresentava poco più di un grande villaggio e tra la vita in città e quella in campagna non c’erano grandi differenze, tranne il fatto di vivere in appartamento. I primi abitanti infatti provenivano dalle campagne circostanti, erano abituati al lavoro nei campi e quindi sentivano molto la mancanza del contatto con la terra e della coltivazione dei propri prodotti domestici. Col tempo le autorità organizzarono degli orti lungo il torrente Koren, dove si coltivavano radicchio, lattuga, pomodori, peperoni, cavoli e altri prodotti dell’orto. Alcuni abitanti portavano le verdure dell’orto a casa nelle «borele» oppure in motorino. All’inizio si faceva anche il bagno nel torrente, perché era pulito.

Negli orti si ritrovavano molti abitanti di Nova Gorica, anche quelli che si erano trasferiti in città da luoghi lontani. Per questo una nostra interlocutrice, che si trasferì a Nova Gorica nel 1972 e aveva il proprio orto lungo il torrente, ci ha raccontato:

«Avevo un orto lì lungo il Korn, adesso li hanno distrutti anche quelli e abbiamo dovuto andarcene. Lì però c’era la Jugoslavia in miniatura. Devo dirlo. Lì ci scambiavamo ricette. C’era un ragazzo molto intraprendente, o meglio un giovane uomo, a cui piaceva cucinare e anche fare l’orto. E due volte ci siamo riuniti tutti quelli che avevamo l’orto lì. Ognuno doveva portare qualcosa dall’orto, qualcosa di preparato con quello che aveva coltivato. E abbiamo fatto un picnic. Ma quanto era bello. Macedoni, bosniaci, serbi, c’era persino un italiano. Da Gorizia vecchia vennero in tre e portarono semi di pomidorov [pomodori]. Ce li siamo scambiati e anche noi abbiamo dato loro dei semi. Ancora oggi qualcuno mantiene questo legame. Allora stava diventando di moda l’autosufficienza alimentare. Non so se oggi qualcuno risponderebbe se organizzassimo una cosa simile. E non è passato molto tempo. Forse otto o nove anni fa facevamo ancora queste cose. Succedeva ogni estate. Non era autosufficienza nel senso classico della parola, eravamo quasi tutti pensionati, ma c’erano anche giovani. Per noi che siamo in pensione questo è anche uno stile di vita, socializzare… Ci sono campi da gioco per i bambini, campi sportivi e tutto il resto, per noi gli orti comuni sono come un campo da gioco. Hanno dato il terreno al fondo abitativo e abbiamo dovuto ripulire tutto. Lungo il Korn c’erano acqua e animali… L’urbanizzazione distrugge e mina le iniziative spontanee… Non ci rendiamo conto di cosa significhi il seme…» (L’intervista con l’interlocutrice, nata nel 1952, è stata registrata nell’ottobre 2022).

I primi orti iniziarono a essere ridotti già nel 1974, quando lungo il Korn fu costruito l’attuale studentato. Gli altri furono eliminati con la successiva rivitalizzazione del torrente e del paesaggio circostante, iniziata intorno al 2015. Nel luogo dove si trovava la maggior parte degli orti oggi si trova un campo da calcio per gli allenamenti della società calcistica locale.

Avtor: Jasna Fakin Bajec

Vir:

  • Laboratorio etnografico con le membri dell’Associazione Goričanke, ottobre 2022
  • Laboratorio etnografico con gli anziani ospiti della Casa di riposo di Nova Gorica, novembre 2022

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